Il Movimento

La nascita delle Misericordie viene attribuita all’opera del frate domenicano Pietro da Verona, proclamato poi San Pietro Martire, che si dice la fondò in Firenze il 14 agosto 1244. In verità la storia di questo movimento è molto più complessa.


Nei secoli XII e XIII ci fu un forte risveglio religioso; in tutta Europa la gente prese a svolgere opere di Carità e grandi masse di pellegrini percorrevano le vie che portavano a Roma. Non essendo attiva a quel tempo nessuna forma di assistenza pubblica, sorsero spontaneamente gruppi di persone detti “Compagnie” che, ispirate dalla Carità Cristiana, fornivano assistenza ai pellegrini e ai bisognosi. Quelle che praticavano erano Opere di Misericordia, Miseris-cor-dare: offrire il cuore, noi stessi, ai miseri a chiunque abbia bisogno. Questo movimento con ispirazione essenzialmente religiosa trovò terreno fertile e si intrecciò con l’acquisizione dei diritti civili e con la sana amministrazione che in quel periodo caratterizzarono la nascita della Repubblica Fiorentina: la professione di fede come supporto al raggiungimento delle libertà civili.


È fondamentale anche l’aspetto politico generale dell’Italia di allora. Infatti nel XIII secolo riesplose violenta la lotta fra i Guelfi (sostenitori del primato del Papa) ed i Ghibellini (sostenitori del primato dell’Imperatore). Pietro da Verona fu chiamato a Firenze per organizzare quei gruppi che erano di sicura fede guelfa e fra essi principalmente le “Compagnie”. La sua azione religiosa-sociale-politica contribuì a battere i Ghibellini di Firenze. Fra gli atti di maggiore importanza ci fu senz’altro lo spronare le associazioni a darsi uno statuto; la potenzialità offerta dall’associazionismo spontaneo era ben presente a Frà Pietro, e l’adozione di uno statuto esaltava di molto la coesione e la coscienza di sé delle associazioni. Quindi anche se forse San Pietro Martire non ha fondato la prima Misericordia, sicuramente fu colui che le dette la solidità di istituzione.


Alcune delle antiche Compagnie sono sopravvissute ai secoli e alle vicissitudini della storia e con il nome di “Fraternite di Misericordia” sono giunte ai giorni nostri e si sono diffuse in tutto Mondo.


Le Misericordie assunsero a loro patrono San Sebastiano ed alcune anche San Rocco e si posero sotto la protezione di Maria Santissima Assunta, la “Mater Misericordiae”. Una caratteristica di quelli che svolgevano questi servizi, i “Fratelli”, era di coprire il volto con un cappuccio nero, “la buffa” secondo lo spirito del Vangelo non si doveva riconoscere chi aveva fatto il bene.


Dal Medioevo i tempi sono cambiati, ma anche nel Mondo moderno l’Uomo ha ancora vecchi e nuovi bisogni: assistenza sanitaria, sociale, psicologica. Per queste necessità i “Fratelli” e le “Sorelle” delle Misericordie, che fra di loro si ringraziano con il tradizionale motto “Iddio te ne renda merito” sono disponibili in ogni momento con lo stesso immutato spirito di Carità Cristiana. Le Misericordie sono associazioni dove la Democrazia è fortemente sentita e praticata; per esprimere chiaramente questo concetto fa piacere ricordare quello che dicevano nel 1700 i Confratelli della Misericordia di Prato: “Noi ci governiamo a Popolo!
(Per una trattazione più ampia si rimanda ai siti www.misericordiaonline.net e www.volontari.org.

 


La Misericordia a Scarperia

Scarperia fu fondata all’inizio del XIV secolo dalla Repubblica Fiorentina come avamposto per il controllo del territorio a ridosso dell’Appennino. È naturale che anche nel qui si siano diffusi i fermenti Religiosi e civili che circolavano a Firenze. Sorsero infatti anche qui Compagnie che assistevano i pellegrini e i bisognosi, si ha notizia fra l’altro che si aiutassero anche le ragazze delle famiglie più povere a farsi la “dote”.
È però solo dopo alcuni secoli, nel 1882 che viene sancita la nascita ufficiale della Confraternita di Misericordia di Scarperia. La stesura più antica di uno Statuto ad oggi in nostro possesso risalente al 1932 è attualmente conservata nell’archivio storico della Confraternita, e descrive così la nascita della Misericordia:
“La Confraternita della Misericordia di Scarperia fu canonicamente eretta nell’anno 1882, anno in cui si staccò dalla Ven. Compagnia della SS. Trinità da cui ripete la sua origine ed ha per iscopo di onorare Dio colle opere di Misericordia espresse nel suo nome ...”.


Sempre nello stesso atto viene definito come Santo protettore della Misericordia S. Sebastiano Martire:
“È sotto il patrocinio di San Sebastiano Martire, in onore del quale ogni anno si celebra una Festa la domenica successiva al 20 gennaio ...”.


Da questi 2 frammenti si comprende benissimo come questa Associazione abbia impronta ed impostazione Cristiana. Ciò si capisce ancora meglio andando a leggere le “Opere di Misericordia” che venivano descritte sempre nel medesimo statuto:
“Le opere che formano lo scopo di questa Confraternita sono le seguenti:
a) accorrere nei casi di infortunio, derivanti anche da delitto e da improvvisi malori per soccorrere i colpiti ed effettuare il trasporto alle abitazioni, agli ospedali o dovunque i medici o la competente autorità abbia designato;
b) provvedere all’assistenza di quei malati gravi, che ricevuti i SS. Sacramenti, versino, a parere del medico in condizioni gravi, ed al cambiamento di letto dei medesimi durante il giorno;
c) aiutare con sussidi pecuniari, nei limiti del bilancio, quei Confratelli poveri che per diuturna malattia versano in misere condizioni;
d) effettuare il trasporto dei morti anche non soci, nei limiti della Parrocchia di Scarperia e suffragare le anime dei soci defunti per i quali oltre il suffragio individuale da fissarsi ogni 5 anni dal Magistrato, si farà ogni anno una solenne esposizione, con celebrazioni di Messe nell’Oratorio in una domenica di novembre”
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I Fratelli che alla fine del XIX° secolo prestavano la loro opera di volontariato erano suddivisi in Giornanti e Supplenti. Fra i Giornanti veniva indicato, uno per giorno, il Capo-Guardia che sovrintendeva alle attività di Volontariato di quel turno giornaliero.
Con questa struttura organizzativa la Misericordia è giunta fino alla fine degli anni ’60, da allora perde un po’ d’importanza l’assistenza ai defunti e prende sempre più campo l’assistenza ai malati e alle vittime di incidenti.